
Il pomeriggio propone un percorso articolato tra riflessione, confronto e cultura, pensato per aprire alla città una storia collettiva fatta di persone, comunità e relazioni che uniscono l’Emilia-Romagna al mondo.
Saranno presenti anche i Consultori e le Consultrici dell'attuale Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, presenti a Bologna per la prima riunione in presenza dell'organo dell'attuale legislatura. Maggiori informazioni sulla Riunione a questo link
Ore 15.00 – Saluti istituzionali
Saluto di Maurizio Fabbri, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e degli ex presidenti della Regione Emilia-Romagna.
L’Italia delle mobilità plurime, intervento di Delfina Licata, curatrice del Rapporto degli Italiani nel mondo RIM della Fondazione Migrantes, Conferenza Episcopale Italiana
Migrazioni e mobilità. Fasi di una lunga storia, intervento di Lorenzo Bertucelli, Direttore del Laboratorio delle migrazioni, Università di Modena e Reggio Emilia
Un momento di approfondimento dedicato all’evoluzione dei fenomeni migratori, tra memoria storica e nuove forme di mobilità.
“La Consulta e i suoi Presidenti”, moderata da Fabrizio Binacchi
Partecipano gli ex presidenti della Consulta Ivo Cremonini, Silvia Bartolini, Gian Luigi Molinari, Marco Fabbri, insieme all’attuale presidente Matteo Daffadà.
Un dialogo che ripercorre il ruolo della Consulta nel tempo e ne racconta l’evoluzione attraverso le voci di chi l’ha guidata.
“50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo”
Un percorso espositivo che intreccia storia istituzionale e storie personali, raccontando mezzo secolo di politiche, relazioni e comunità emiliano-romagnole nel mondo.
“Fili invisibili”
Un racconto per immagini e testimonianze che attraversa oltre cent’anni di emigrazione dall’Emilia-Romagna, mettendo in dialogo generazioni, esperienze e territori. A cura del Servizio Informazione e Comunicazione dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
La giornata si propone come un’occasione di incontro e condivisione, per riflettere su un patrimonio vivo di relazioni che continua a generare valore culturale, sociale e umano per la Regione.