La mostra racconta la storia di Pellegrino Artusi, l’attualità del suo lavoro ed il progetto che la città di Forlimpopoli - che gli ha dato i natali e da lui stesso nominata suo erede testamentario - sta sviluppando sulla cucina di casa.
Prima ancora che una persona, Artusi è un libro di cucina. Anzi, il libro di cucina per eccellenza, quello che fonda la cucina italiana moderna: quindici edizioni in vent’anni, dal 1891 al 1911, riviste e curate direttamente dall’autore, per essere poi, fino ai giorni nostri, continuamente rieditato, copiato, tradotto (finora in dieci lingue: catalano, francese, giapponese, inglese, olandese, polacco, portoghese, russo, spagnolo, tedesco), diventando nella contemporaneità l'ambasciatore della cucina italiana nel mondo.
E non solo: il Manuale è anche un progetto linguistico e politico, dato che la condivisione degli usi gastronomici e la condivisione di una lingua comune, “concreta” come quella che si parla in cucina, pareva ad Artusi un tassello importante nel processo di unificazione della cultura nazionale allora in corso.
Fonte: Sito Promozione culturale all'estero della Regione Emilia-Romagna dove potete trovare più informazioni sul "Kit on demand" personalizzabile dedicato a Pellegrino Artusi
Nel cibo risiede l’immagine più rappresentativa dell’italianità all’estero. E, non a caso, il cibo, così come la lingua, assume per gli italiani un ruolo fortemente identitario.
Il progetto coordinato dal Comune di Forlimpopoli ha voluto rafforzare i legami culturali tra l’Italia e l’Argentina, grazie al nome del suo cittadino illustre (Pellegrino Artusi), avvalendosi della collaborazione di Casa Artusi che negli anni ha stretto sempre di più i contatti con tante Associazioni di emiliano-romagnoli nel mondo anche grazie ai progetti della Consulta ER nel mondo.
Il progetto ha raccolto in una pubblicazione le ricette e le testimonianze della cucina italiana “dell’altrove”, attraverso il contatto diretto con le nuove generazioni di italiani in Argentina.
La mia famiglia è originaria di Reggio Emilia. I miei bisnonni partirono nel 1899, lasciando la pianura e le colline per attraversare l’oceano e ricominciare una vita nuova in Argentina. Tra le ricette che preparo più spesso c’è l’erbazzone (M.C. – Buenos Aires)
I miei nonni erano di Cento, in provincia di Ferrara. Vennero in Argentina dopo la guerra. Tra le ricette che mia nonna portò con sé c’erano le crocchette di riso. Oggi preparo le stesse crocchette con mia figlia di otto anni. (F.S. – San Juan)
Mio nonno arrivò in Argentina nel 1949. Veniva da Le Budrie, in Emilia-Romagna, e si stabilì a Oberá, nella provincia di Misiones. Questa è la nostra ricetta rielaborata della lasagna che per i nostri zii emiliani “doc” era quasi un’eresia. Ma era un’eresia amata, che finiva sempre troppo presto. (V.F. - Oberà)